DIECI ANNI DALLA LEGGE “ISOLA DELLE ROSE”

di Enea Bonato


7 febbraio 2031

Tra pochi mesi, precisamente il 31 agosto 2031, Rimini festeggerà con una grande Sagra lungo le banchine del porto, l’anniversario decennale della fine della moratoria su trivelle gas metano e airgun, le esplosioni di aria compressa in ambiente sottomarino che nuocciono gravemente ai cetacei e ai pesci.
La nominazione della legge, prima firmataria Mondaini, la pasionaria della Green Economy Italiana, deriva dall’esperienza libertaria del rag. Rosa, bolognese, che il primo maggio del 1968, in piena rivoluzione postguerra mondiale, dichiarò Stato Indipendente un’isola costruita su di una piattaforma fuori dalle acque territoriale italiane al largo della costiera romagnola.
Era il 29 febbraio ’21 quando il Governo Istituzionale , detto del Conte Verde, promulgò il pacchetto di norme legato al Recovery Fund post gattachecicovid, denominato Madre Terra.
Con un programma di totale riconversione di ogni sito produttivo inquinante presente sul territorio italiano da Firenze in giù, si creò una nuova coscienza territoriale terrona, che al grido di "Basta coi padri della Patria, meglio la Madre”, rivoluzionò il modo di pensare e infine le pratiche sessuali del Sud Sud Italia. All’Italia del Nord rimasero i Padri e le PM, intese come polveri sottili.
In dieci anni sono stati smantellati 34 impianti dei 98 presenti nel 2021.
Si è iniziato dai più fatiscenti, già a rischio concreto di affondamento causato da mareggiate e forti venti, come accaduto il 5 dicembre del 2020 alla piattaforma estrattiva Ivana D.
L’ingente rilascio di idrocarburi tra Italia e Croazia concretizzò l'intenzione già manifestata dal Governo Croato di smantellare ogni piattaforma presente nelle loro acque. Cosa che avvenne in cinque anni.
Rimangono di pertinenza italiana altri 64 impianti. Tutti improduttivi ma al centro di una interessante proposta di una cordata russo-croata-macchiavellica-italo- portoghese, per scegliere tra le piattaforme quelle sotto la cui superficie sono presenti falde acquifere e costruire su di esse alcuni innovativi resort turistici con piccoli attracchi per natanti leggeri.
Gli imprenditori, in caso di valutazione favorevole, garantirebbero anche la dismissione completa degli impianti rimanenti.
La proposta sta per essere valutata nel corso del prossimo Referendum propositivo Democratico del 21 marzo che si svolgerà da Venezia a Otranto nelle piazze dedicate alla consultazione per alzata di mano. Chi scrive è favorevole.