ESCAPING BRAINS

di 

Francesco Sciannarella

Stoccolma, 10 ottobre 2061.

È di oggi la notizia che Anna Grassellino è candidata al Nobel per la fisica per i miglioramenti nello sviluppo dei superconduttori, notizia che da italiani ci inorgoglisce!

La vera rivoluzione del lavoro della Grassellino, però, è che la fisica quantistica si è messa al servizio della genetica. Infatti, grazie ai computer quantici, è stato possibile studiare, in modo approfondito, il “comportamento” delle molecole di DNA e proteine, cosa complessa con i mezzi a disposizione della scienza quarant'anni fa, quando tutto ebbe inizio. E così il qubit (dalla fusione di quantum e bit), dopo decenni di ricerche, ha permesso agli scienziati di oggi di svelare i segreti del codice genetico del virus Covid-51 – dello stesso ceppo del Covid-19 – con largo anticipo. Questo ha evitato una pandemia come quella degli anni '20 e '21, che costò milioni di morti e devastò l'equilibrio economico mondiale.

Ma chi è Anna Grassellino?

Siciliana, originaria di Marsala, classe 1981, da sempre appassionata di matematica, conseguì una laurea in ingegneria presso l'Università di Pisa. Con una borsa di studio entrò come stagista al Fermilab di Chicago, laboratorio di fisica intitolato a Enrico Fermi, dopo pochissimo tempo e diversi riconoscimenti fu nominata vice Chief Technology Officer, oltre che docente universitaria.

Nel 2020 iniziò a lavorare al computer quantico più potente del mondo! Basti pensare che un computer da 50 qubit svolgeva in pochi minuti quello che i tradizionali computer avrebbero elaborato in secoli! All'epoca, apparecchiature simili richiedevano grandi investimenti oltre ad avere dimensioni poco gestibili, ma con il passare degli anni si è andati sempre avanti, anche grazie al lavoro di Anna Grassellino. I suoi studi sono tra i più importanti in questo campo e hanno permesso alla fisica quantistica di fare progressi repentini.

Oggi la nostra connazionale, un'attivissima ottantenne, sempre in prima linea nello studio dei quantum, ci fa certamente assaporare la soddisfazione ma… rimane un po' di amaro in bocca.

Siamo ancora riusciti a far sì che un'eccellenza come lei non sia un "bene" della patria! Ma ammettiamolo! Nel bel Paese non avrebbe mai avuto le stesse possibilità offertele dall' America!

Si sa, d'altronde, che, in Italia, oltre ad essere i primi “importatori” di gambe (di calciatori)... siamo anche i primi “esportatori” di cervelli!


(Fonte: Focus, gennaio 2021)