JOHNNY B. GOODE, GREAT!

di Francesco Sciannarella

Camberra (Australia), 21 marzo 2047

Questo giorno sarà forse ricordato come il più memorabile nella storia delle missioni spaziali!
Alle ore 12.00, la gigantesca antenna del Deep Space Network di Camberra, ha intercettato un altro segnale dalla sonda Voyager 2, un messaggio a dir poco originale: “Johnny B. Goode, great!”.
Subito si è pensato allo scherzo di un buontempone, in barba alle severe leggi del 2040 contro le fake news.
Ma facciamo un passo indietro.
Il 20 agosto 1977 la sonda Voyager 2 veniva lanciata nello spazio, in concomitanza di un allineamento dei pianeti del sistema solare. Sfruttando la gravità degli stessi, come un effetto fionda, è arrivata fin nello spazio interstellare. Percorrendo miliardi di chilometri, Voyager 2 ha inviato sulla Terra infinite immagini delle tante lune e satelliti incontrati, molti all'epoca sconosciuti. E quando le videocamere si spensero, continuò a inviare flebili messaggi, una sorta di “ehi, ci sono ancora!”.
Un'altra particolarità di questa sonda è il Voyager Golden Record, un disco (in rame placcato d'oro) per grammofono, una sorta di capsula temporale su cui sono stati registrati una serie di suoni di Madre Natura, i saluti in 55 lingue diverse e alcuni brani musicali di fama mondiale, tra questi proprio Johnny B. Goode di Chuck Berry.
Allora, come può, Voyager 2, aver inviato un messaggio così bizzarro?
Dopo essersi accertati che non si trattasse di uno scherzo, gli scienziati stanno ancora cercando di capire se la sonda avesse “in memoria” altre informazioni di cui non si era a conoscenza... o se c'è stato un mattacchione settant'anni fa!
Diciamocelo! Noi "terrestri" siamo affascinati dall'idea che non siamo soli, che possano esserci altri a condividere con noi l'infinito universo, anche quello senza confini della musica!
Pensiamo a Voyager 2, caparbia e temeraria sonda spaziale, che ha probabilmente fatto scoperte che resteranno a noi ignote per sempre.
Ci chiediamo se, quando finirà il suo viaggio (se mai accadrà), la Terra esisterà ancora. Stiamo consumando il nostro pianeta a un ritmo folle, e forse, mentre Voyager 2 continuerà la sua esplorazione, ogni nostra "traccia" sarà muta… perché le avremo cancellate con le nostre stesse mani, consapevolmente!

(Fonte: Focus n. 339, gennaio 2021)