Totem Magazine è una rivista on line in cui sono "piacevolmente inciampato", dopo aver conosciuto Domenico Marchione e poi Giampiero D'Ecclesiis che mi hanno invitato a scrivere, quando ne avevo voglia (cit.), dei post. Dovevo solo lasciarmi ispirare dal quotidiano e far poi filtrare tutto attraverso il mio pensiero. E li ho presi in parola. Così ho deciso di raccogliere qui gli articoli pubblicati. Buona lettura!


Somari bipedi

Tra le tante cose sentite in questi giorni, sul conto di Alex Zanardi – che ci si augura torni presto a darci prova della sua grande forza d'animo – mi hanno colpito le sue parole durante un'intervista di alcuni anni fa in cui diceva: “se un allenatore della Nazionale di calcio facesse promesse impossibili, come ad esempio vincere i mondiali, gli europei e tutte le competizioni possibili e immaginabili, verrebbe linciato e messo al bando. Quando invece è un politico a fare promesse roboanti – di gran lunga più irrealizzabili di quelle di un allenatore di calcio – verrebbe probabilmente eletto".

Niente di più vero.

Non ci si stupisce più di politici (mi sia consentito, politicanti) che passano più tempo sui social e in TV che in Parlamento. È diventata normalità sentirli parlare di tutto e il contrario di tutto, fare scambi di battute al vetriolo, sputandosi addosso parole che non sanno neanche lontanamente di politica, quella vera. Che, per definizione, si dovrebbe occupare della res publica e non essere usata come strumento per la propria visibilità. Quello che però avvilisce maggiormente è il linguaggio che viene usato, spocchioso, volgare e offensivo senza che ci si preoccupi di essere i rappresentanti del popolo italiano nel mondo, senza riflettere sul fatto che questi esempi (travisati!) vengono replicati con estrema naturalezza dalle nuove generazioni. Questo, ovviamente, porta a vedere la politica in maniera distorta, come un modo per essere “uno importante”. Un vero politico non deve preoccuparsi di apparire in questa trasmissione piuttosto che in quest'altra. Non deve preoccuparsi di quanti followers ha al suo attivo o di fare selfie in ogni occasione, ma deve avere "in animo" di trovare nuove idee per rilanciare il Paese, per sconfiggere l'evasione fiscale e la corruzione dilagante. Il presenzialismo serve a ben poco, se non a nutrire l'ego ipertrofico di chi antepone i propri interessi a quelli comuni. Forse questa propensione al protagonismo è figlia dei nostri tempi e quindi è davvero difficile sperare che scompaia, ma sarebbe già un gran bel risultato se i toni fossero più pacati e anche tra avversari ci fosse sincero rispetto.

Purtroppo, non si avverte nell'aria una tendenza all'inversione ed è sconfortante, ma la cosa di cui doverci rammaricare (!) è che, nei fatti, siamo noi ad aver votato persone così.

Mi sia concesso, in chiusura, uno slogan (non politico): FORZA ALEX!!!

(Totem Magazine - FUORI FASE del 26 giugno 2020)


Distanza reddituale

Nelle ripartenze post Covid, una tra le più attese era sicuramente quella del calcio, da noi italiani tanto amato. E' cosa nota che il danaro speso per questo gioco, potrebbe pareggiare il bilancio di molte piccole nazioni. Ma a conti fatti è un ritorno economico non indifferente per le casse dello Stato. L'indotto che “gira” attorno a questo sport è enorme e da' di che vivere a molte persone.

Quanto sia giusto o ingiusto, questo meccanismo economico, è una questione che non troverà mai risposta. Rimane il fatto che è comunque bello vedere un gruppo di ragazzi fare squadra e festeggiare, dando dimostrazione di grande coesione e sportività, com'è successo nei festeggiamenti del post partita nella finale di Coppa Italia, tra Napoli e Juventus. Sono immagini che rallegrano soprattutto in questo momento grigio da cui stiamo tentando di uscire con grande fatica.

Nella stessa giornata della finale, mi sono imbattuto, anche, nelle linee guida del Governo per il distanziamento sociale tra gli attori di teatro. E all'improvviso mi sono sentito un po' meno italiano. Ho avuto l'impressione che tutto venga fatto con due pesi e due misure.

Mi spiego meglio.

Un attore di teatro deve mantenere un metro di distanza dagli altri attori, nel caso sia impossibilitato, deve indossare la mascherina. Ora, provate a immaginare un essere o non essere, questo è il problema, pronunciato con una mascherina, quanto possa avere poco o niente di drammatico. Non è tutto. La mascherina deve essere indossata anche dietro le quinte. Non oso immaginare le sfuriate di rabbia – ergo bestemmie – durante i cambi d'abito, senza tener conto che avviene in una condizione di luce scarsa. E, dulcis in fundo, se gli attori manipolano oggetti – di scena – devono indossare i guanti. A questo punto non si potrebbe non ridere nel vedere il principe Amleto tenere nella mano, di lattice inguantata, il teschio di Yorick!

Quindi l'interpretazione delle leggi è ad personam, o sarebbe più giusto dire ad redditorum? Solo perché il calcio rimpolpa il bilancio statale può tollerarsi il "cattivo" esempio, con assembramenti in campo e ancor peggio baci in turnazione alla tanto bramata coppa... in diretta mondiale!

A questo punto è davvero inutile sentirsi imbarazzati nello scoprire dalle statistiche che l'Italia primeggia per “importazione di calciatori” e per “esportazione di cervelli”!

(Totem Magazine - FUORI FASE del 22 giugno 2020)


Per chi… suona la campanella

A quanto pare è stato finalmente deciso che a scuola si ritornerà regolarmente a settembre. E questo è quello che ogni genitore attendeva di sapere. E ovviamente si fa un gran parlare di come verranno organizzate le classi per poter rispettare il distanziamento sociale. Tra queste c’è l’ipotesi di utilizzare separé in plexiglass “inscatolando” ogni studente nel proprio banco. Dignitosa soluzione, ma che non tiene conto di un elemento: il movimento costante tra i banchi. Tutti sanno, per fare un esempio, quanto gli alunni possano fluttuare in classe, approfittando già solo di una temporanea assenza del docente.

In realtà un primo aiuto al distanziamento, lo si potrebbe ottenere dimezzando il numero di studenti per ogni classe, ergo aumentando il numero di insegnanti, con grande vantaggio anche per la didattica.

Una domanda, però, sorge spontanea: perché per la scuola è necessario – e giusto – investire oggi per salvaguardare la salute dei nostri ragazzi ma non si è mai pensato di investire anche in passato? In fondo, anche prima della pandemia, le aule cadevano a pezzi. Le tapparelle anni ’80 – non vintage, ma di costruzione – di molte classi, erano – e sono – in gran parte agonizzanti, in attesa di una riparazione salvifica che sembra non voler mai arrivare. Ma vogliamo parlare della carta? Se è vero che la tendenza è verso il digitale, i lavori su fotocopie sembrano non voler passare mai di moda. Il vero problema, però, è un altro tipo di carta: quella igienica, un vero e proprio lusso per le scuole e per quanto quest’ultima affermazione possa apparire poco cool, è la triste verità.

Perché la scuola è sempre l’ultimo pensiero quando si tratta di investire soldi pubblici? Uno studente preparato oggi, sarà un buon dirigente, o un bravo politico, di sicuro una persona migliore domani… ma forse è proprio questo che non vogliamo. Lasciare che un popolo languisca nell’ignoranza fa comodo a molti, purtroppo. 

(Totem Magazine - FUORI FASE del 11 giugno 2020)  


Cultura alla ribalta

«Che fai nella vita?»

«Faccio teatro.»

«Si, ma dico… come lavoro?»

Un simile scambio di battute, per quanto surreale possa apparire, non è molto lontano dal pensiero che molti si fanno di chi ha scelto di essere attore di teatro per mestiere. Probabilmente questo concetto distorto è nato perché si pensa che un artista del palcoscenico non crei niente di tangibile.

Niente di più sbagliato.

Basti pensare che se il teatro fosse inserito nel programma didattico di ogni scuola – quanto meno dell’obbligo – con le giuste competenze potrebbe essere uno degli strumenti più potenti per aiutare molti bambini e ragazzi nella propria crescita interiore. Indossare “una maschera” e andare in scena aiuta a sapersi relazionare, a sapersi esprimere, ma sopratutto a saper ascoltare, abitudine che si sta perdendo di generazione in generazione.

Purtroppo, però, gli attori di teatro e il relativo indotto, in questo periodo in cui l’economia ha toccato i minimi storici, sono tra le categorie più danneggiate. Oltre a essere tra quelle che risentiranno più a lungo di questa stagnazione. Un teatro è sempre più difficile da riempire e con la pandemia viene chiesto – per ovvie ragioni – di svuotarlo. E’ facile immaginare il conseguente danno economico, per non parlare di quello morale, di chi fatica mesi per una parte e poi ritrovarsi a non poter andare in scena.

Per quanto un attore di teatro debba mantenersi in forma… non può vivere di sola aria!

Il teatro è cultura allo stato puro e la cultura è un volano straordinario per una società che punta a migliorare sé stessa, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso, purtroppo.

(Totem Magazine - FUORI FASE del 04 giugno 2020)


Italian dad “e-cultura” 

Per quanto Italian dad possa sembrare la versione italica dell’irriverente serie TV americana a cartone animato, dad vuole essere l’acronimo di qualcosa di meno dissacrante, per fortuna: didattica a distanza.

L’emergenza Covid-19 ci ha insegnato che è possibile far diventare la tecnologia nostra alleata. Molti della vecchia generazione hanno iniziato ad approcciarsi con meno scetticismo a tutto quello che è hi-tech, dietro cui vedevano spesso insidie ed esempi sbagliati. Com’è ovvio che sia, ogni cosa che ha sfaccettature positive non può non averne negative, tutto sta all’uso che ne facciamo, né più, né meno. In questi giorni, però, si è scesi in piazza per protestare proprio contro la dad.

E’ giusto pensare di affiancare alla didattica “tradizionale” questa nuova didattica 2.0?

Nessuno può dare una risposta concreta.

Di fatto, quantomeno lungo il percorso della scuola dell’obbligo, bambini e ragazzini hanno bisogno di interagire “dal vivo” con i propri coetanei. Hanno bisogno di sedere accanto a un loro pari e confrontarsi. Hanno bisogno di ricevere un giudizio negativo dall’insegnante, “diversamente formativo” rispetto a quello di un genitore. Hanno bisogno di ridere, dietro la battuta che diventerà la loro ironia di domani. In un percorso di crescita che si rispetti tutto questo è necessario.

E per la sicurezza, come si fa? E’ importante anch’essa, indiscutibilmente.

La giusta risposta, come sempre, è nel mezzo. Muoversi celermente per essere pronti a settembre per tornare a sedere tra i banchi, se pur con le dovute distanze. Bisogna fare di tutto affinché i nostri figli possano riprendere quello che la pandemia ha interrotto. Nulla sarà come prima, ma sforzarsi di dargli una parvenza di somiglianza sarebbe un grandissimo risultato.

( Totem Magazine - FUORI FASE del 26 maggio 2020)


Danni collaterali – “Covid e mass-media” 

Navigando nel mare magnum dell’etere, ci si rende conto che non ci sono angoli virtuali in cui non si parli di Covid-19. I telegiornali sono ormai monotematici, quasi non ci siano più omicidi, violenze e di straforo anche qualche lieta notizia. Per non parlare della proliferazione improvvisa di virologi, epidemiologi ed esperti da tastiera, che scrivono a raffica, contraddicendo a volte persino sé stessi.

La domanda è: questo bombardamento mediatico quanto può aiutare? Credo pochissimo.

Possiamo dire un danno collaterale della pandemia che sta generando l’ennesima psicosi dell’era iper moderna. E questa paura, quasi morbosa, non aiuta di certo ad affrontare con serenità la ricerca di una “nuova” normalità, ammesso ce ne sia mai stata una vecchia.

Paradossalmente, un secolo fa, senza i social a intromettersi in ogni piega della nostra vita, un simile disagio da media non ci sarebbe stato, anche se, cento anni fa, la medicina era pressoché agli albori e quindi essere contagiato avrebbe significato quasi morte certa.

Meglio o peggio?

Chi può dirlo. Una cosa è sicura, se mi venisse chiesto di scegliere tra una longevità gravata da psicosi continue e una vita più breve, ma libera da nevrosi, preferirei di gran lunga la seconda, ma si sa, sull’argomento non ci è permesso scegliere.

 

( Totem Magazine - FUORI FASE del 21 maggio 2020)


 

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